Metodi di estrazione degli oli essenziali: distillazione in corrente di vapore e spremitura a freddo degli agrumi

Metodi di estrazione degli oli essenziali: distillazione, spremitura e assoluti

Qualità e sicurezza · Estrazione
Come nasce un olio essenziale: i metodi di estrazione
Distillazione, spremitura, CO2, assoluti. Il modo in cui un profumo viene tolto alla pianta decide che cosa finisce nel flacone, e che cosa respiri.

Due flaconi con lo stesso nome in etichetta possono contenere due cose diverse. Un lime spremuto e un lime distillato hanno profumo, chimica e regole d'uso differenti; una «rosa» può essere un olio distillato o un assoluto estratto con solvente. La differenza non sta nella pianta, sta nel metodo con cui il suo profumo è stato estratto.

In questa guida trovi i metodi principali, spiegati uno per uno, un alambicco da esplorare passo per passo e un calcolatore per capire quanta pianta serve davvero per riempire un flacone.

Che cosa può chiamarsi «olio essenziale»

La definizione è tecnica e precisa. Secondo la norma internazionale ISO 9235, è un olio essenziale soltanto il prodotto ottenuto da una materia prima vegetale con uno di questi tre procedimenti:

  1. distillazione in corrente di vapore (o con acqua);
  2. spremitura meccanica della scorza degli agrumi;
  3. distillazione secca.

Tutto il resto, cioè gli estratti con anidride carbonica, le concrete e gli assoluti ottenuti con solventi, sono materie aromatiche a pieno titolo, spesso preziosissime, ma tecnicamente non sono oli essenziali. Non è una gerarchia di valore: è una questione di composizione. Ogni metodo lascia passare molecole diverse.

Lo stesso fiore, estratto in due modi, dà due profumi diversi.

Distillazione in corrente di vapore

È il metodo più diffuso, e quello con cui nasce la grande maggioranza degli oli essenziali: lavanda, eucalipto, menta, rosmarino, tea tree, conifere, legni e resine. Il principio è semplice: il vapore acqueo attraversa la pianta, apre le minuscole sacche in cui sono contenute le molecole aromatiche e le trascina con sé. Raffreddandosi, vapore e aroma tornano liquidi e si separano da soli, perché l'olio e l'acqua non si mescolano.

Il vapore lavora intorno ai 100 °C, sotto il punto di ebollizione di molte molecole aromatiche: è il fenomeno della distillazione in corrente di vapore, che permette di estrarle senza bruciarle. Dalla stessa distillazione nasce anche un secondo prodotto, l'acqua aromatica che si separa dall'olio: l'idrolato.

Le varianti

Idrodistillazione. La pianta è immersa direttamente nell'acqua, che viene portata a ebollizione. È il metodo tradizionale per i fiori più delicati, come la rosa di Bulgaria: i petali, a contatto diretto con il vapore, si compatterebbero in una massa che il vapore non riesce più ad attraversare.

Distillazione frazionata. L'olio viene raccolto in fasi successive, perché le molecole più leggere escono per prime e le più pesanti per ultime. L'esempio classico è l'ylang ylang, venduto in gradi diversi (extra, prima, seconda, terza, completo) a seconda del momento in cui è stato raccolto.

Rettificazione. Un olio già distillato viene distillato una seconda volta, per eliminare componenti indesiderati o renderlo più uniforme. È frequente negli usi industriali e nelle essenze per aromi.

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Dentro l'alambicco

Tocca una fase per vedere che cosa succede, oppure premi «Avvia» per seguire il percorso del vapore dall'inizio alla fine.

1 2 3 acqua fredda 4 5 6

Schema semplificato. Gli impianti reali variano per dimensioni, pressione e durata.

Spremitura a freddo: il metodo degli agrumi

Gli agrumi sono l'unica eccezione alla regola della distillazione. Il loro olio non sta nella polpa ma nelle ghiandole della scorza, quei puntini che si vedono a occhio nudo sulla buccia di un'arancia. Basta inciderle e premerle per farlo uscire. La spremitura a freddo raschia o comprime la scorza, raccoglie un'emulsione di acqua e olio e la separa per centrifuga, senza calore.

Il risultato è il profumo più fedele al frutto appena sbucciato. È così che nasce, per esempio, il nostro arancio dolce: lo dice anche la sua denominazione INCI, Citrus sinensis peel oil expressed, dove «expressed» significa proprio «spremuto».

Il punto che cambia le regole d'uso

Con la spremitura passano nell'olio anche le furocumarine, molecole della buccia che non sono volatili e che la distillazione lascerebbe nell'alambicco. Alcune, come il bergaptene, rendono la pelle sensibile al sole. Per questo bergamotto, limone e arancio amaro spremuti sono fotosensibilizzanti, mentre l'arancio dolce ne contiene quantità trascurabili.

Il lime è l'esempio perfetto: esiste spremuto, tra i più fotosensibilizzanti in assoluto, e distillato, che non lo è. Il nostro lime è distillato dalle bucce. Stesso nome, stessa pianta, regole opposte sulla pelle. Approfondisci in Oli essenziali fotosensibilizzanti.

Gli oli di agrumi spremuti sono anche i più ricchi di monoterpeni come il limonene, e quindi i più sensibili all'ossidazione: per questo si consiglia di consumarli entro dodici mesi dall'apertura. Ne abbiamo parlato nel capitolo sui terpeni negli oli essenziali.

Distillazione secca

È il terzo metodo ammesso dalla definizione, ed è il più raro. Legni, cortecce o radici vengono scaldati ad alta temperatura in assenza d'aria, senza vapore e senza acqua. Ne nascono oli scuri, densi e affumicati, come il catrame di betulla o l'olio di cade, ricavato dal ginepro ossicedro. Sono materie prime soprattutto della profumeria e della tradizione veterinaria e cosmetica, e non entrano nel nostro catalogo.

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Oltre la definizione: CO2, concrete e assoluti

Alcune piante non sopportano il vapore, oppure custodiscono un profumo che la distillazione non riesce a catturare. Per loro esistono metodi diversi, che danno materie aromatiche bellissime ma che, tecnicamente, non sono oli essenziali.

Estrazione con CO2 supercritica

L'anidride carbonica, portata ad alta pressione e a temperatura moderata, si comporta come un solvente: scioglie le molecole aromatiche e, quando la pressione torna normale, evapora senza lasciare residui. Lavorando a temperature basse, conserva anche molecole più pesanti o delicate che la distillazione perderebbe. Il risultato si chiama estratto CO2: un profumo spesso più vicino alla pianta fresca, con una composizione diversa da quella dell'olio distillato della stessa specie.

Concrete e assoluti

Per i fiori più fragili, come gelsomino, tuberosa, osmanto o violetta, si usa un solvente. Prima si ottiene una concreta, una massa cerosa che contiene profumo e cere naturali del fiore. Poi la concreta viene lavata con alcol etilico, che scioglie la parte aromatica e lascia indietro le cere: evaporato l'alcol, resta l'assoluto, denso e intensissimo.

Nel nostro catalogo ne trovi due, della collezione Ligne Noire di Essenthya: l'assoluto di osmanto e l'assoluto di violetta, entrambi ottenuti dalla concreta con etanolo. Sono materie destinate soprattutto alla profumeria naturale e si usano in dosi minime.

Enfleurage

È il metodo storico della profumeria di Grasse: i petali venivano adagiati su lastre ricoperte di grasso, che ne assorbiva lentamente il profumo, per poi essere sostituiti con petali freschi per settimane. Oggi è quasi scomparso, ma è la ragione per cui alcune materie aromatiche si chiamano ancora «pomate».

I metodi a confronto

Metodo Come funziona Per quali piante Che cosa ottieni
Distillazione in corrente di vapore Il vapore attraversa la pianta e trascina le molecole volatili Foglie, erbe, fiori, legni, resine, semi Olio essenziale + idrolato
Idrodistillazione La pianta è immersa nell'acqua in ebollizione Fiori delicati, come la rosa di Bulgaria Olio essenziale + acqua aromatica
Spremitura a freddo La scorza viene raschiata o pressata, senza calore Solo agrumi Olio essenziale, con furocumarine
Distillazione secca Calore intenso senza aria e senza vapore Legni e cortecce (betulla, ginepro ossicedro) Olio scuro e affumicato
CO2 supercritica Anidride carbonica ad alta pressione come solvente Spezie, semi, radici, fiori Estratto CO2 (non olio essenziale)
Solventi + alcol Prima la concreta, poi il lavaggio con etanolo Fiori fragili: gelsomino, osmanto, violetta Assoluto (non olio essenziale)

Classificazione secondo la norma ISO 9235: sono oli essenziali solo i prodotti delle prime quattro righe.

Quanta pianta serve: il calcolatore

Il metodo spiega che cosa c'è nel flacone; la resa spiega quanto costa riempirlo. Alcune piante sono generose, altre cedono quantità minuscole di olio. È per questo che un flacone di melissa o di rosa non potrà mai costare come uno di eucalipto, e che un prezzo troppo basso per un olio raro è quasi sempre un campanello d'allarme.

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Quanta pianta c'è in un flacone?

Scegli una pianta e la quantità di olio: il calcolatore stima quanta materia vegetale serve per ottenerla.

Quantità di olio10 ml
5 ml10153050100 ml
di pianta per una sola goccia (circa 0,05 ml)
Tutte le piante, a parità di olio (scala logaritmica)

I numeri del calcolatore sono stime, ma l'ordine di grandezza è reale. Per la lavanda vera servono circa 150 kg di spighe per un litro di olio, contro i 50 kg del lavandino: è da qui che nasce la differenza di prezzo tra le due. Per la melissa servono circa 7 tonnellate di pianta per un chilo di olio, ed è per questo che è uno degli oli più spesso adulterati. Per la rosa, il conto si fa in tonnellate di petali raccolti a mano all'alba: lo racconta la nostra guida alla rosa damascena.

Un prezzo troppo basso per un olio raro non è un affare: è un indizio.

Come leggere il metodo in etichetta

Il metodo di estrazione è uno dei dati più utili per capire che cosa stai comprando, e uno dei più spesso omessi. Ecco che cosa cercare sulla scheda di un olio essenziale serio.

La checklist del flacone
  • Nome botanico in latino. «Lavanda» può essere Lavandula angustifolia, latifolia o hybrida: tre piante diverse.
  • Parte della pianta. Scorza, foglie, fiori, legno, semi: dallo stesso albero di arancio amaro nascono arancio amaro (scorza), petit grain (foglie) e neroli (fiori).
  • Metodo di estrazione. Distillazione, spremitura, CO2 o assoluto. Per gli agrumi è decisivo, perché cambia le regole sulla pelle.
  • Denominazione INCI. La parola «expressed» indica la spremitura; «absolute» un assoluto; «extract» un estratto.
  • Chemotipo, quando conta. Rosmarino, timo e basilico cambiano molto da un chemotipo all'altro: ne abbiamo parlato a proposito dei tre rosmarini.
  • Scheda tecnica disponibile. Un produttore serio la fornisce su richiesta, con il profilo gascromatografico.

Per una guida completa al riconoscimento della qualità c'è Come scegliere un olio essenziale di qualità, e per distinguere un olio vero da un profumo sintetico Olio essenziale vs olio profumato.

Perché il metodo conta anche quando diffondi

Ogni metodo lascia passare un insieme diverso di molecole, e sono proprio quelle molecole che, attraverso l'olfatto, raggiungono il sistema limbico, l'area del cervello legata alle emozioni e alla memoria. Lo spieghiamo in Sistema limbico e oli essenziali. Un diffusore a secco nebulizza l'olio così com'è, senza acqua e senza calore: nell'aria arriva esattamente la composizione che il metodo di estrazione ha portato nel flacone. Per questo, prima ancora del diffusore, conta l'olio.

Il metodo, dichiarato
Oli essenziali puri, con la loro origine in chiaro

Sulle schede dei nostri oli trovi nome botanico, parte della pianta e, quando fa la differenza, il metodo di estrazione: come per l'arancio dolce spremuto a freddo o il lime distillato dalle bucce. La scheda tecnica del fornitore è disponibile su richiesta.

Scopri gli oli essenziali Lavanda vera d'alta quota

Domande frequenti

Qual è il metodo di estrazione più usato per gli oli essenziali?

La distillazione in corrente di vapore: il vapore attraversa la pianta, trascina le molecole aromatiche e, una volta raffreddato, si separa in olio essenziale e idrolato. È il metodo usato per la grande maggioranza degli oli, dalla lavanda all'eucalipto, dalle conifere ai legni.

Perché gli agrumi si estraggono per spremitura?

Perché il loro olio è contenuto nelle ghiandole della scorza e si libera semplicemente premendola, senza calore. La spremitura a freddo dà il profumo più fedele al frutto, ma porta con sé anche le furocumarine, che possono rendere la pelle sensibile al sole.

Un assoluto è un olio essenziale?

No. Secondo la norma ISO 9235 sono oli essenziali solo i prodotti ottenuti per distillazione con vapore o acqua, per spremitura meccanica degli agrumi o per distillazione secca. Gli assoluti si ottengono con solventi e alcol a partire da una concreta: sono materie aromatiche pregiate, usate soprattutto in profumeria, ma con una composizione diversa.

Che cos'è un estratto CO2?

È una materia aromatica ottenuta con anidride carbonica ad alta pressione, che agisce da solvente ed evapora senza lasciare residui. Lavorando a temperature moderate conserva anche molecole più pesanti. Non rientra nella definizione tecnica di olio essenziale.

Il lime spremuto e il lime distillato sono uguali?

No. Il lime spremuto contiene furocumarine ed è tra gli oli più fotosensibilizzanti, mentre quello distillato le lascia nell'alambicco e non lo è. Per questo è importante verificare sempre il metodo di estrazione in etichetta o sulla scheda prodotto.

Perché alcuni oli essenziali costano così tanto?

Per la resa: alcune piante cedono pochissimo olio. Servono circa 150 kg di spighe per un litro di lavanda vera, e diverse tonnellate di petali o di pianta per un chilo di olio di rosa o di melissa. Un prezzo molto basso per un olio raro è spesso il segnale di un prodotto diluito o ricostruito.

Nota della fondatrice

«La prima volta che ho visto lavorare un alambicco ho capito perché un olio essenziale non si può improvvisare: dentro quella goccia ci sono un campo, una stagione e ore di lavoro. Quando scegli un olio, chiedi sempre come è stato estratto. È la domanda più semplice, e dice moltissimo di chi te lo vende.»

Lorenza Poletto — fondatrice di EUODIA
Lorenza Poletto, fondatrice di EUODIA
Lorenza Poletto — fondatrice di EUODIA

Aromaterapista certificata e fondatrice di EUODIA, brand italiano specializzato nella diffusione a secco di oli essenziali puri e nel design olfattivo degli ambienti domestici. Dopo oltre vent'anni nella gestione di prodotti in grandi aziende tecnologiche, porta nel profumo della casa lo stesso metodo: ogni contenuto è elaborato a partire dalle schede tecniche dei prodotti, dalla letteratura disponibile e dalla normativa europea sugli oli essenziali.

Una nota necessaria

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e culturali e non sostituiscono il parere medico, né costituiscono diagnosi o terapia. I valori di resa sono indicativi e variano con la materia prima e l'impianto.

Gli oli essenziali sono prodotti concentrati: non vanno ingeriti e vanno conservati fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di gravidanza, allattamento, condizioni di salute specifiche o sensibilità respiratoria, consulta un professionista sanitario prima dell'uso.

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