Zefiro diffusore a secco

Gli oli essenziali purificano l’aria? Cosa dice davvero la ricerca

Ricerca scientifica · Qualità dell’aria

Gli oli essenziali
purificano davvero
l’aria?

Attività antimicrobica in fase vapore, qualità dell’aria interna e diffusione a secco: cosa mostrano gli studi, dove finiscono le prove e come usare il diffusore senza trasformare una sensazione di pulito in una promessa.

11 fonti scientifiche ~14 minuti di lettura EUODIA · Diffusione consapevole

Qualità dell’aria · Ricerca · Diffusione consapevole

Accendi il diffusore e la stanza sembra subito più fresca, più pulita, più respirabile. Ma una sensazione di pulito non è la stessa cosa di un’aria purificata.

Profumare, filtrare e disinfettare sono tre azioni diverse. Confonderle è facile, soprattutto quando attorno agli oli essenziali circolano promesse molto più grandi dei dati disponibili. La ricerca sull’attività antimicrobica in fase vapore esiste ed è interessante. Quello che non esiste, almeno oggi, è la dimostrazione che un normale diffusore domestico possa sanificare una stanza o ridurre il rischio di ammalarsi.

Questo non rende la diffusione inutile. La rimette semplicemente nel posto giusto: uno strumento per trasformare l’esperienza olfattiva di un ambiente, da usare con misura, qualità e consapevolezza.


La risposta, prima di tutto

Gli oli essenziali possono mostrare attività antimicrobica nell’aria. Ma non possiamo dire che un diffusore domestico “purifichi” l’aria.

Gli studi positivi sono stati condotti su piastre, box sigillati, camere sperimentali, incubatori o ambienti trattati con dispositivi professionali e concentrazioni specifiche. Dimostrano un potenziale biologico in determinate condizioni; non dimostrano un effetto di sanificazione nelle normali condizioni d’uso di casa.

Profumare, filtrare e disinfettare: tre verbi diversi

Quando diciamo che un ambiente “sa di pulito”, stiamo descrivendo soprattutto una percezione. Un aroma agrumato, balsamico o aromatico può cambiare immediatamente il modo in cui viviamo una stanza. È un effetto reale, ma è un effetto olfattivo.

Profumare

Cambiare l’esperienza dello spazio

Un diffusore introduce molecole aromatiche nell’ambiente e modifica la percezione olfattiva. È la funzione per cui sono proposti gli oli e i diffusori EUODIA.

Filtrare

Rimuovere particelle dall’aria

Un purificatore dotato di filtro adeguato trattiene fisicamente particolato, polvere e alcuni allergeni. Un diffusore non svolge questa funzione.

Disinfettare

Controllare microrganismi nocivi

È una funzione biocida, soggetta a prove di efficacia, condizioni d’uso definite e autorizzazione normativa. Non coincide con la profumazione ambientale.

La parola purificare rimane ambigua perché può evocare tutte e tre le azioni insieme. Per questo, quando si parla di prodotti, è più corretto dire esattamente ciò che fanno: profumano l’ambiente attraverso la diffusione di oli essenziali.

Cosa significa davvero “attività in fase vapore”

Gran parte degli studi antimicrobici sugli oli essenziali riguarda il contatto diretto: l’olio o una sua diluizione viene applicato a una coltura microbica. È un modello utile per studiare il potenziale biologico di una sostanza, ma dice poco su ciò che accade quando quella sostanza viene dispersa in una stanza.

Gli studi in fase vapore osservano invece l’azione dei componenti che evaporano e raggiungono i microrganismi senza contatto liquido diretto. Nel 2026 un gruppo dell’Università di Anadolu ha valutato quindici oli essenziali contro cinque batteri e due specie di Candida, utilizzando diffusione in fase vapore e microscopia elettronica. Alcuni oli hanno mostrato attività significativa e alterazioni strutturali delle cellule microbiche. Si tratta però di prove su piastre, a dosi definite e in condizioni di incubazione controllate: non di una casa abitata.

Anche il meccanismo è stato osservato in modo dettagliato. Uno studio del 2019 sul vapore di Cinnamomum camphora ricco in linalolo ha rilevato, su Escherichia coli, danni alla membrana, aumento della permeabilità e perdita di materiale cellulare.

Una distinzione importante. Fase vapore, evaporazione e nebulizzazione non sono sinonimi perfetti. Una piastra con un disco impregnato, un gel che evapora, un bruciatore, un diffusore a ultrasuoni e un nebulizzatore a secco generano profili di emissione diversi. Perciò i risultati ottenuti con un sistema non possono essere trasferiti automaticamente a un altro.

Il punto scientificamente corretto è quindi questo: alcuni componenti degli oli essenziali possono esercitare attività antimicrobica anche senza contatto diretto. Il passaggio successivo — stabilire dose, dispositivo, volume dell’ambiente, ventilazione, durata e sicurezza nell’uso domestico — è molto meno definito.

Quattro studi, letti senza scorciatoie

I numeri più impressionanti diventano davvero utili soltanto quando leggiamo anche come sono stati ottenuti.

Doran et al., 2009: meno batteri aerodispersi in un ufficio

Che cosa è stato osservato
Una miscela di lemongrass e geranio dispersa da un macchinario professionale ha ridotto dell’89% i batteri aerodispersi misurati in un ufficio.
In quali condizioni
Il dispositivo ha lavorato per quindici ore a erogazione continua e al 100% della potenza. In un box sigillato, la crescita di MRSA su piastre seminate è diminuita del 38% dopo venti ore.
Che cosa non dimostra
Non dimostra che una sessione domestica breve produca lo stesso risultato, né che la riduzione della carica batterica comporti meno infezioni nelle persone.

Kalaiselvan et al., 2022: una miscela evaporata in una camera di vetro

Che cosa è stato osservato
Dopo dieci o venti minuti di evaporazione, i vapori di un gel commerciale hanno ridotto la quota coltivabile di un coronavirus murino aerosolizzato del 48–53%, di E. coli fino al 51% e delle spore di Aspergillus flavus fino al 72%.
In quali condizioni
Dieci grammi di gel in una camera di vetro, con aerosol microbici prodotti artificialmente e fatti passare attraverso i vapori prima della raccolta.
Che cosa non dimostra
Non è uno studio clinico, non utilizza SARS-CoV-2 e non misura ciò che accade durante l’uso ordinario di un diffusore in una stanza arredata e ventilata.

Şengün et al., 2021: una miscela costruita come disinfettante

Che cosa è stato osservato
Una miscela di origano, cannella e chiodi di garofano ha ridotto del 92% la conta batterica e dell’84,6% muffe e lieviti nell’aria ambiente.
In quali condizioni
La formulazione madre conteneva il 10% di oli in rapporto 1:1:1 ed era stata sviluppata espressamente come disinfettante sperimentale; nell’aria ambiente è stata applicata al 3%.
Che cosa non dimostra
Non descrive una normale profumazione domestica. Oli ricchi di fenoli e aldeidi aromatiche, a concentrazioni elevate, richiedono valutazioni di sicurezza completamente diverse.

Su et al., 2007: emissioni e microrganismi in ambienti reali

Che cosa è stato osservato
Durante l’evaporazione di lavanda, eucalipto e tea tree, l’attività sui microrganismi aerodispersi è stata rilevata nei primi trenta-sessanta minuti, quando le concentrazioni di alcuni composti volatili erano più elevate.
In quali condizioni
Gli oli venivano evaporati con un sistema riscaldato a candela e monitorati in ambienti residenziali e d’ufficio per almeno tre ore.
Che cosa non dimostra
Non stabilisce una durata universale valida per ogni olio e ogni diffusore, né prova che oltre un’ora qualsiasi possibile attività cessi in tutti i contesti.

Questi lavori raccontano una storia coerente ma più sobria di quella che spesso si legge online: il potenziale antimicrobico in fase aerea esiste, ma dipende radicalmente da dose, composizione, tecnologia, tempo, volume e ricambio d’aria.

Quali oli essenziali vengono davvero studiati

Dire che “gli oli essenziali” mostrano attività antimicrobica è troppo generico. Ogni essenza ha una composizione diversa e, anche all’interno della stessa specie botanica, origine, chemotipo e qualità possono modificare il profilo chimico. Inoltre, gli studi non esaminano sempre gli stessi oli, le stesse dosi o lo stesso sistema di diffusione.

Per orientarsi è utile separare due domande: quali oli compaiono nella ricerca antimicrobica in fase vapore? E quali oli scegliamo in casa soprattutto per il loro paesaggio olfattivo?

Tra i più studiati

Tea tree

È uno degli oli più frequentemente analizzati per l’attività antimicrobica. Nello studio del 2007 sugli ambienti reali, il tea tree è stato il caso in cui l’effetto sui microrganismi aerodispersi è apparso più evidente nella fase iniziale dell’evaporazione. Questo non significa che una normale diffusione domestica disinfetti l’aria: significa che il suo vapore ha mostrato attività nelle condizioni osservate.

Presente negli studi indoor

Eucalipto

L’olio di eucalipto compare negli studi sulle emissioni e sulla qualità dell’aria interna. La parola “eucalipto”, però, non identifica un solo olio: radiata, globulus, smithii e altre specie hanno composizioni e precauzioni differenti. Per l’uso domestico è quindi importante scegliere la specie, non soltanto il nome commerciale generico.

Profilo più morbido

Lavanda vera

Anche la lavanda è stata monitorata negli studi sull’evaporazione in ambienti reali. Il suo interesse domestico non dipende da una promessa di sanificazione, ma dal profilo floreale, erbaceo e più rotondo, adatto quando si desidera rendere lo spazio gradevole senza ricorrere a note troppo medicinali o penetranti.

Studiato in miscela

Lemongrass e Geranio

Nello studio di Doran del 2009, una miscela di lemongrass e geranio diffusa con un macchinario professionale per quindici ore ha ridotto i batteri aerodispersi misurati in un ufficio. È un risultato interessante, ma ottenuto con una miscela specifica, una lunga erogazione e un’attrezzatura non paragonabile al normale uso domestico.

Attività marcata, uso prudente

Timo, Origano, Cannella e Chiodi di garofano

Questi oli ricchi di fenoli o aldeidi aromatiche compaiono spesso negli studi antimicrobici e possono mostrare attività intensa. Proprio per questo non vanno trasformati automaticamente in “oli da diffondere per purificare”: concentrazione, irritazione delle mucose, tollerabilità e condizioni d’uso richiedono molta più cautela rispetto alla semplice forza del dato di laboratorio.

Valore soprattutto olfattivo

Pino cembro

Il Pino cembro non è tra gli oli maggiormente documentati negli studi sulla riduzione della carica microbica aerodispersa. Il suo valore nella diffusione domestica è soprattutto sensoriale: il profilo resinoso, legnoso e balsamico richiama il bosco e l’aria di montagna e può rendere una stanza più fresca e ariosa nella percezione.

Il Pino cembro riassume bene il punto dell’articolo. Un ambiente può sembrare più aperto, fresco e respirabile grazie al profumo, senza che questo significhi che l’aria sia stata filtrata o disinfettata. L’effetto olfattivo è reale; il claim sanitario sarebbe un’altra cosa.

Per questo, nella scelta domestica, non suggeriamo di inseguire “l’olio più antibatterico”. Ha più senso considerare il profilo olfattivo, la composizione, le persone presenti, la sensibilità individuale e il tipo di diffusore. La collezione Respiro e Difese Naturali raccoglie essenze balsamiche e aromatiche da scegliere con questa logica: esperienza dell’ambiente, non promessa di sanificazione.

Il dato dei primi trenta-sessanta minuti

Lo studio del 2007 contiene un’indicazione pratica interessante: nel sistema analizzato, il segnale antimicrobico è comparso nella fase iniziale dell’evaporazione, in coincidenza con i picchi di emissione dei composti volatili.

È corretto tradurlo così: le emissioni e gli effetti misurati cambiano nel tempo; lasciare un diffusore acceso più a lungo non significa automaticamente ottenere un beneficio maggiore.

Non è invece corretto trasformarlo in una regola terapeutica o in un protocollo di disinfezione da venti o trenta minuti. Lo studio non ha confrontato tutti i dispositivi, non ha definito una dose domestica ottimale e non ha misurato esiti di salute.

La ricerca non ci consegna un timer universale. Ci consegna una ragione in più per evitare l’idea che “più a lungo” significhi sempre “meglio”.

Il rovescio: terpeni e qualità dell’aria interna

Gli oli essenziali sono miscele di sostanze volatili. Quando li diffondiamo, aggiungiamo all’ambiente terpeni e altri composti organici volatili. Questo è esattamente ciò che permette di percepirne il profumo, ma significa anche che quantità, durata e ventilazione contano.

In un ambiente professionale dedicato all’aromaterapia, uno studio del 2012 ha osservato la formazione di formaldeide e aerosol organici secondari attraverso reazioni tra terpeni e ozono, nonostante concentrazioni di ozono relativamente basse, comprese tra 17,2 e 21,4 ppb. Una revisione critica del 2020 ha confermato che i prodotti a base di oli essenziali possono essere fonti significative di terpeni negli interni e che le reazioni con gli ossidanti possono generare inquinanti secondari.

Una ricerca in scala reale pubblicata nel 2023 ha inoltre mostrato che il dispositivo modifica in modo sostanziale l’intensità e la durata delle emissioni: in una stanza sperimentale da 40 m³, l’impatto dei terpeni del tea tree è variato da alcune ore a molti giorni a seconda della tecnologia utilizzata.

Senza allarmismi, ma senza rimuovere il problema. Questi risultati non significano che una sessione breve di diffusione sia automaticamente pericolosa. Significano che un olio essenziale non “toglie” genericamente sostanze dall’aria: ne aggiunge altre. Per la qualità dell’aria in senso stretto, il primo gesto rimane il ricambio d’aria; quando serve una filtrazione, serve un apparecchio progettato per filtrare.

In presenza di asma, iperreattività bronchiale, allergie o sensibilità note, bambini molto piccoli e animali domestici, è particolarmente importante usare quantità ridotte, garantire una via di uscita dall’ambiente e interrompere la diffusione in caso di fastidio.

Come diffondere in casa con buon senso

Non esiste oggi un protocollo domestico scientificamente validato per “sanificare” l’aria con gli oli essenziali. Possiamo però costruire un protocollo di utilizzo sensoriale e prudente, coerente con ciò che sappiamo sulle emissioni, sull’assuefazione olfattiva e sulla variabilità individuale.

Il protocollo EUODIA per una diffusione misurata

  1. Arieggia prima. Apri le finestre per alcuni minuti. La diffusione non sostituisce il ricambio d’aria.
  2. Parti dall’intensità più bassa. Il profumo deve essere percepibile, non invadente. Aumentare la dose non rende l’esperienza automaticamente migliore.
  3. Preferisci una sessione breve. Quindici-trenta minuti sono una scelta prudente per la profumazione, non una durata di disinfezione validata.
  4. Inserisci una pausa. Spegni, lascia riposare l’ambiente e valuta come ti senti prima di ripetere.
  5. Usa un timer o la programmazione. La continuità automatica facilita la sovraesposizione e accelera l’assuefazione olfattiva.
  6. Adatta l’uso alla stanza e alle persone. Volume, ventilazione, presenza di bambini, animali e soggetti sensibili vengono prima della ricetta standard.

La scelta dell’olio continua a contare. Non perché esista “l’olio che purifica la casa”, ma perché ogni essenza ha un profilo olfattivo, una composizione e precauzioni proprie. Il tea tree, per esempio, è molto studiato sul piano antimicrobico, ma il fatto che sia studiato non trasforma una boccetta destinata alla profumazione in un disinfettante autorizzato. Puoi approfondirlo nella nostra guida al tea tree.

Cosa cambia con la diffusione a secco

Nella diffusione a secco l’olio non viene diluito in acqua e non viene riscaldato: viene disperso meccanicamente nell’ambiente. Il vantaggio non è una presunta capacità di purificare l’aria, ma il controllo dell’esperienza olfattiva.

Controllo

Cicli, timer e programmazione

ZEFIRO e TAUER consentono una programmazione avanzata via app. ZENITH non si programma per giorni e orari, ma lavora già a intervalli automatici e dispone di timer: anche senza app evita una nebulizzazione costante.

Semplicità

Niente acqua e niente calore

Non c’è un serbatoio d’acqua da rabboccare e pulire dopo ogni utilizzo, né una fonte di calore che modifica il profilo di emissione.

Misura

L’olio è puro: ne basta meno

Proprio perché non è diluito, conviene iniziare dal livello più basso e privilegiare sessioni contenute.

È una distinzione importante anche sul piano scientifico: gli studi condotti con gel evaporanti, bruciatori o diffusori a ultrasuoni non descrivono automaticamente ciò che accade con un nebulizzatore a secco. Il comportamento delle emissioni dipende dal dispositivo e deve essere valutato come tale.

Programmare, temporizzare, intervallare

Tre diffusori, tre diversi livelli di controllo

La diffusione intermittente non appartiene a un solo modello. Cambia il grado di automazione: ZEFIRO e TAUER permettono una vera programmazione via app; ZENITH offre invece cicli preimpostati e timer direttamente dal dispositivo.

Programmabile via app

ZEFIRO

Il modello compatto e sempre collegato alla presa, pensato per rendere automatica la routine olfattiva domestica.

  • Programmazione giornaliera e settimanale
  • Cicli di erogazione e pausa personalizzabili
  • Intensità regolabile e spegnimento automatico
Scopri ZEFIRO →
Programmabile professionale

TAUER

Il modello per ambienti più grandi e utilizzi prolungati, con un controllo più completo della presenza olfattiva.

  • Programmazione settimanale via app
  • Cicli personalizzabili e livelli di intensità
  • Controllo anche con telecomando e timer
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Intervalli + timer

ZENITH

Non è programmabile via app, ma non lavora in erogazione continua: alterna automaticamente nebulizzazione e pausa.

  • Tre intervalli preimpostati ON/OFF
  • Timer di spegnimento selezionabile
  • Portatile, immediato e senza configurazione
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Per la stagione fredda: scegliere per l’esperienza, non per una promessa

Ravintsara, eucalipto, Pino cembro, tea tree e timo hanno profili balsamici, aromatici o canforati che molte persone associano alla sensazione di aria fresca e respiro libero. Questa associazione sensoriale può rendere più piacevole una stanza nei mesi freddi. Non equivale però a prevenire infezioni, curare sintomi o disinfettare l’ambiente.

Nella collezione Respiro e Difese Naturali trovi gli oli selezionati per il loro profilo olfattivo e le relative indicazioni d’uso. La scelta va sempre adattata alle persone e agli animali presenti, non soltanto alla stagione.

Perché EUODIA non scrive “sanifica”

Nell’Unione Europea un prodotto presentato con l’intento di distruggere, rendere innocui o controllare microrganismi rientra nella disciplina dei biocidi prevista dal Regolamento (UE) n. 528/2012. La disinfezione dell’aria è inclusa nel tipo di prodotto 2. Non basta che un ingrediente abbia mostrato attività antimicrobica in laboratorio: servono una destinazione d’uso biocida, principi attivi ammessi, un prodotto valutato e un’autorizzazione coerente con il claim e le condizioni d’impiego.

Gli oli essenziali EUODIA destinati alla diffusione ambientale sono prodotti per la profumazione, non biocidi autorizzati. Per questo non attribuiamo loro funzioni di disinfezione, sanificazione o prevenzione.

Ma c’è anche una ragione più semplice: i dati disponibili non permettono di prometterlo nelle condizioni reali di una casa. Tra un effetto osservato su una piastra e un beneficio sanitario per una persona esistono molti passaggi che la ricerca non ha ancora dimostrato.

Nota della fondatrice

Quando si vende aromaterapia, la tentazione è usare le parole più grandi: purifica, protegge, sanifica. La ricerca offre numeri che, isolati dal loro contesto, sembrano perfetti per farlo. Ma a me interessa una cosa più utile: aiutarti a usare gli oli bene, non a usarne di più. Una finestra aperta, una sessione breve e un’intensità bassa sono meno spettacolari di una promessa assoluta. Sono anche molto più coerenti con il modo in cui voglio costruire EUODIA.

— Lorenza Poletto, fondatrice di EUODIA

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Domande frequenti

Gli oli essenziali purificano davvero l’aria?

Alcuni oli e alcuni loro componenti hanno mostrato attività antimicrobica in fase vapore o in sistemi di diffusione sperimentali. Le prove disponibili, però, non dimostrano che un normale diffusore domestico purifichi l’aria, disinfetti una stanza o riduca il rischio di infezioni. Gli oli EUODIA per diffusione sono destinati alla profumazione ambientale.

Un diffusore può sostituire un purificatore con filtro HEPA?

No. Un purificatore rimuove fisicamente parte del particolato e degli allergeni attraverso la filtrazione. Un diffusore aggiunge sostanze aromatiche all’ambiente e ne modifica l’esperienza olfattiva. Sono strumenti con funzioni diverse.

Per quanto tempo conviene diffondere gli oli essenziali?

Non esiste una durata universale convalidata dalla ricerca per tutti gli oli, i dispositivi e gli ambienti. Per la profumazione domestica, EUODIA consiglia di partire con sessioni brevi di circa quindici-trenta minuti, a intensità bassa, seguite da una pausa. È una scelta prudente di utilizzo, non un protocollo di disinfezione.

Qual è l’olio essenziale più efficace per sanificare una stanza?

Nessun olio essenziale venduto per la profumazione dovrebbe essere presentato come un sanificatore domestico. Tea tree, timo, origano, cannella, chiodi di garofano, lemongrass e altri oli sono studiati sul piano antimicrobico, ma risultati, dosi e rischi cambiano molto. L’attività in laboratorio non autorizza un claim biocida sul prodotto.

La diffusione a secco è sempre più sicura?

Non esiste un metodo “sempre più sicuro” in assoluto. La diffusione a secco offre un buon controllo di intensità e durata e non usa acqua o calore, ma disperde olio non diluito: proprio per questo è importante utilizzare livelli bassi, sessioni brevi e una corretta ventilazione.

Gli oli essenziali possono peggiorare la qualità dell’aria?

Possono aumentare la concentrazione di terpeni e altri composti volatili. In presenza di ossidanti come l’ozono possono formarsi prodotti secondari. Il rischio dipende da olio, dose, tecnologia, durata, volume e ventilazione. Questo non richiede allarmismo, ma misura: arieggiare, non saturare la stanza e interrompere l’uso in caso di fastidio.

Il rituale in pratica

  1. Apri le finestre. Il ricambio d’aria viene prima di qualsiasi profumo.
  2. Scegli un solo olio o una miscela già formulata. Evita di sommare essenze senza conoscere composizione e precauzioni.
  3. Imposta il livello più basso. Aumentalo soltanto se, dopo alcuni minuti, l’aroma è davvero impercettibile.
  4. Programma quindici-venti minuti. Poi spegni e lascia riposare l’ambiente.
  5. Ascolta la risposta delle persone presenti. Mal di testa, tosse, irritazione o fastidio sono segnali per interrompere e arieggiare.
  6. Pulisci il dispositivo regolarmente. Un buon rituale comprende anche la manutenzione.
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Fonti e riferimenti

  1. Mutlu B.N., İşcan A., Hacıoğlu S., İşcan G., Vapor-Phase Essential Oils as Antimicrobial Agents: SEM and TEM Analysis of Microbial Cell Damage, Natural Product Communications, 2026. DOI: 10.1177/1934578X261435546.
  2. Wu K. et al., Mechanisms of vapor-phase antibacterial action of essential oil from Cinnamomum camphora var. linaloofera against Escherichia coli, Food Science & Nutrition, 2019. PubMed.
  3. Doran A.L. et al., Vapour-phase activities of essential oils against antibiotic sensitive and resistant bacteria including MRSA, Letters in Applied Microbiology, 2009. PubMed.
  4. Kalaiselvan P. et al., Ability of Essential Oil Vapours to Reduce Numbers of Culturable Aerosolised Coronavirus, Bacteria and Fungi, Antibiotics, 2022. PMC.
  5. Antih J. et al., Antibacterial Activity of Thymus vulgaris L. Essential Oil Vapours and Their GC/MS Analysis, 2021. PMC.
  6. Şengün I.Y. et al., Potential of essential oil combinations for surface and air disinfection, Letters in Applied Microbiology, 2021. DOI: 10.1111/lam.13445.
  7. Su H.J. et al., The effects of evaporating essential oils on indoor air quality, Atmospheric Environment, 2007. DOI: 10.1016/j.atmosenv.2006.09.044.
  8. Huang H.L. et al., Effects of essential oils on the formation of formaldehyde and secondary organic aerosols in an aromatherapy environment, Building and Environment, 2012. DOI: 10.1016/j.buildenv.2012.04.020.
  9. Angulo Milhem S. et al., Does the ubiquitous use of essential oil-based products promote indoor air quality? A critical literature review, Environmental Science and Pollution Research, 2020. DOI: 10.1007/s11356-020-08150-3.
  10. Gaudin F. et al., Full-scale determination of essential oil diffusion: Impact on indoor air quality, Atmospheric Environment, 2023. DOI: 10.1016/j.atmosenv.2023.120141.
  11. Regolamento (UE) n. 528/2012 relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi, in particolare art. 3 e allegato V, tipo di prodotto 2.
Lorenza Poletto, fondatrice di EUODIA

Lorenza Poletto — fondatrice di EUODIA

Lavoro ogni giorno con oli essenziali puri e diffusione a secco e mi formo in psico-aromaterapia secondo il metodo Luca Fortuna. In EUODIA uniamo cultura olfattiva, utilizzo pratico e lettura critica della ricerca: senza trasformare un dato di laboratorio in una promessa che il prodotto non può mantenere.

Disclaimer. Questo articolo ha finalità esclusivamente divulgative. Riporta risultati di studi scientifici insieme alle relative condizioni sperimentali e non attribuisce proprietà biocide, preventive o terapeutiche ai prodotti EUODIA. Gli oli essenziali EUODIA destinati alla diffusione ambientale sono prodotti per la profumazione e non sono disinfettanti o biocidi autorizzati ai sensi del Regolamento (UE) n. 528/2012. In presenza di asma, allergie, patologie respiratorie, gravidanza o allattamento, bambini piccoli e animali domestici, valuta l’uso con un professionista competente. Interrompi la diffusione in caso di irritazione o malessere e tieni gli oli essenziali fuori dalla portata dei bambini.

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